CONSENSO INFORMATO – nel Trapianto di capelli

CASSAZIONE: “IL CONSENSO INFORMATO NON E’ MAI PRESUNTO. LA MANCATA PRESTAZIONE DEL CONSENSO DA PARTE DEL PAZIENTE E’ FONTE DI RESPONSABILITA PER IL MEDICO.”

consenso informato trapianto di capelli

La mancata prestazione del consenso informato al trattamento da parte del paziente, non adeguatamente informato, costituisce autonoma fonte di responsabilità, restando irrilevanti l’adeguatezza o la correttezza tecnica delle cure prestate.

La recente, richiamata, sentenza della Cassazione, sancisce un principio fondamentale nella materia della responsabilità medica.

Quindi vi invito a non sottovalutare l’importanza del Consenso Informato, non firmate nulla con leggerezza, molti operati che si rivolgono a me per far causa al chirurgo, 9 volte su 10 non hanno una copia del consenso informato che hanno sottoscritto, spesso non ricordano neanche di averlo sottoscritto!

Pertanto, se il chirurgo che vi opera non è diligente nel dare il giusto rilievo alla fase della prestazione del consenso da parte vostra, siatelo almeno voi, leggendo bene ciò che state per firmare, chiedendo tutti i chiarimenti del caso ed una copia del consenso firmato, le foto del pre e del post operatorio, oltre alla copia della vostra cartella clinica: è un vostro diritto!

 

E’ vero che molti sono vittime di “pseudo-chirurghi” ma una svegliata, nel nostro interesse, vogliamo darcela?!?

 

consenso informato trapianto di capelli

“Corte di Cassazione – Terza sezione Civile

sentenza n. 20984/2012″

È necessario il consenso anche se il paziente è un medico.

Un medico radiologo ha citato in giudizio la struttura ospedaliera presso la quale lavorava per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa di una terapia cortisonica somministratagli,

ritenendo di non essere stato reso edotto dei rischi della cura e messo nelle condizioni di prestare il prescritto consenso informato.

Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d’Appello, successivamente adita dalla ASL, ha ribaltato la sentenza, escludendo la responsabilità della struttura sul presupposto della rilevanza della qualità rivestita dal paziente – medico al fine di ritenere raggiunta la prova della sua consapevole adesione al trattamento.

I giudici della Suprema Corte hanno precisato i punti essenziali in tema di consenso informato, chiarendo in particolare che la finalità dell’informazione che il medico è tenuto a dare è quella di assicurare il diritto all’autodeterminazione del malato, il quale sarà libero di accettare o rifiutare la prestazione sanitaria. È, dunque, evidente come la qualità del paziente sia irrilevante al fine di escluderne la doverosità, mentre potrà incidere sulle modalità dell’informazione, con l’adozione di un linguaggio che tenga conto del suo particolare stato soggettivo e che, nel caso di paziente-medico, potrà essere parametrata alle sue conoscenze scientifiche in materia.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e rinviato alla Corte d’Appello in diversa composizione.”