droghe perdita dei capelli

Cocaina, ecstasy, ketamina, eroina, marijuana e caduta dei capelli

Cocaina, ecstasy, ketamina, eroina, marijuana e caduta dei capelli

Le cause della caduta dei capelli possono essere molteplici e sono legate a fattori come predisposizione genetica, patologie del cuoio capelluto, carenze nutrizionali, gravidanza, e problemi di salute quali un indebolimento del sistema immunitario o mal funzionamento della ghiandola tiroide.

Questo articolo tratta però un tema al centro del dibattito da molto tempo, nonostante non ci siano studi su larga scala al riguardo.

La domanda che ci si pone è: le droghe cosiddette ricreative posso provocare la caduta dei capelli?

Come detto non ci sono studi approfonditi ma vi è un dato di fatto innegabile, l’uso di queste droghe comporta un aumento significativo del livello di adrenalina nel sangue e questo può avere un effetto negativo sul nostro corpo e conseguentemente sul ciclo di crescita del capello.

 

Cosa sono le droghe ricreative?

Una droga ricreativa non è altro che una sostanza psicoattiva presa deliberatamente per gli effetti che ha sulla mente piuttosto che per i suoi effetti medicinali.

Le più comuni sono la cocaina, l’MDMA (ecstasy), la marijuana e l’eroina. Studi recenti mostrano però che altre droghe come la ketamina e il gammidrossibuttirato (GHB) stanno prendendo piede e sono spesso usate in combinazione con altre sostanze che ne potenziano i possibili effetti nocivi.

 

Legame tra droghe ricreative e caduta dei capelli

Tutte le droghe ricreative posso potenzialmente causare un tipo di caduta definita come telogen effluvium, dato che la loro assunzione provoca uno shock per il corpo. Ne deriva che alcuni follicoli capillari smetteranno prematuramente di crescere (interruzione brusca della fase anagen) ed entreranno in fase di riposo (Telogen) dove resteranno per circa 3 mesi prima di cadere. Se una persona sospende l’uso delle droghe ed il corpo è in grado di ritrovare il suo equilibrio, questi capelli dovrebbero ritornare ad un normale ciclo di crescita dopo circa 6 mesi dalla sospensione.

In uno studio di laboratorio, i ricercatori hanno iniettato cocaina sotto la pelle di alcuni topi. Nei 2 giorni successivi si sono sviluppate zone di caduta dei peli attorno all’area innestata ed alcuni giorni dopo le cellule e il tessuto vivo attorno alle zone iniettate hanno raggiunto lo stadio di necrosi (morte).

Lo studio ha mostrato chiaramente come la cocaina sia citotossica, producendo un danno severo a livello di proliferazione (divisione) cellulare. Le cellule presenti nei follicoli capillari sono le più attive in tutto il corpo, con una divisione che avviene ogni 13 ore. La cocaina, sia iniettata che inalata, ha una tossicità tale da ridurre la divisione cellulare nei follicoli capillari, causando di conseguenza telogen effluvium.

 

Le droghe ricreative possono inoltre condurre anche ad un’altra situazione, quella di miniaturizzazione diffusa.

La caduta dei capelli a volte è un effetto secondario dell’assunzione di droghe, in particolare della cocaina, a causa della malnutrizione causata dall’uso di questa sostanza. Coloro che utilizzano cocaina tendono a perdere l’appetito e quindi a non nutrirsi in modo sano. È difficile sapere chi sarà affetto da questo problema visto che la tolleranza alla droga e la frequenza di assunzione variano da persona a persona.

Questo vuol dire che un individuo può cominciare a manifestare problemi di diradamento diffuso dopo aver assunto la sostanza 2-3 volte mentre vi sono persone, tra cui anche alcune celebrità, che nonostante l’assunzione costante di droghe mantengono una capigliatura invidiabile.

L’assunzione regolare di droghe ricreative conduce generalmente ad un cattivo stato di salute e ad un’alterazione del ritmo del sonno, con un indebolimento generalizzato del sistema immunitario.

Questi fattori possono ancora una volta provocare variazioni nocive del ciclo di crescita del capello ed esacerbare altre patologie come l’alopecia androgenetica maschile o femminile.

L’uso di droghe ricreative può qui far sì che si raggiunga uno stadio di calvizie più elevato o può innescare prematuramente l’insorgere dell’alopecia androgenetica.

 

 

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