TRICOPIGMENTAZIONE FUNZIONA? – Diverse applicazioni, diversi risultati

Spesso ci hanno chiesto se la tricopigmentazione funziona. La Tricopigmentazione puo’ essere utilizzata in tutti i casi di diradamento o assenza totale di capelli a patto che il tessuto risulti in buono stato e privo di problematiche che potrebbero influire negativamente sulla tenuta del pigmento nel brevissimo periodo.

tricopigmentazione funziona

 

Le applicazioni delle tecnica di Tricopigmentazione sono:

  • alopecia areata, universale,
  • calvizie, diradamento,
  • pre post trapianto,
  • cicatrici,
  • post protesi,
  • alopecia barbae,
  • ricostruzione arcata sopraccigliare maschile e femminile.

LA TRICOPIGMENTAZIONE FUNZIONA? – Diverse soluzioni

 

  • ALOPECIA UNIVERSALE – AREATA: E’ una patologia autoimmune che colpisce ogni area del corpo non solo il cuoio capelluto. Unico effetto possibile con TRICOPIGMENTAZIONE: effetto RASATO.

    La Tricopigmentazione funziona? Forse l’unico trattamento possibile.

 

  • CALVIZIE – DIRADAMENTO: Non è una patologia ma un fenomeno dovuto alla miniaturizzazione follicolare.
    Colpisce solo il cuoio capelluto, non tocca quasi mai la zona occipitale (se non in caso di DUPA) e parzialmente può interessare la zona temporale. La scala di Norwood ne classifica lo stato di gravità. Effetti possibili con TRICOPIGMENTAZIONE: effetto RASATO o DENSITÀ, a seconda dello stadio di diradamento.

    La Tricopigmentazione funziona? Certamente, discutete con il tecnico dei possibili risultati, soprattutto per quanto riguarda l’effetto densità e la copertura delle cicatrici.

 

  • PRE – POST TRAPIANTO: La tricopigmentazione può essere applicata un mese prima del trapianto per fare in modo che il paziente viva più serenamente la fase di rasatura necessaria affinché venga svolto l’intervento. La tricopigmentazione può essere impiegata in attesa di un trapianto poiché lo stesso, per ragioni terapeutiche o legate all’età troppo giovane del paziente, non può essere applicata nell’immediato.
    La tricopigmentazione svolta dopo il trapianto può avere effetti di complemento poiché ne enfatizza il risultato.
    Il trattamento può essere svolto anche nei casi “riparazione” come copertura o camouflage degli esiti cicatriziali FUE o FUT.
    Effetti possibili con tricopigmentazione: effetto RASATO o DENSITÀ.

    La Tricopigmentazione funziona? Tenete in seria considerazione l’opportunità di una tricopigmentazione PRE INTERVENTO oltre che POST.

  • CICATRICI: Le cicatrici post trapianto possono presentarsi sotto varie forme:
    Piana o piatta, in rilievo o fibrosa, depressa o introflessa, cheloidea o esuberante, diastasata. Tutte le cicatrici per poter essere trattate devono essere bianche! Per questa ragione viene esclusa dal trattamento la cicatrice cheloidea.
    I migliori risultati a livello di risultato si ottengono sulla cicatrice piatta o in rilievo anche se l’aspettativa del paziente deve essere reale poiché
    NESSUN ESITO CICATRIZIALE PUÒ SPARIRE ma può migliorare nell’aspetto.
    Le cicatrici depresse sono vuote negli strati sottostanti e per questa ragione il pigmento rischia di espandersi nonostante l’utilizzo di strumenti e pigmenti specifici. A fronte di questo è preferibile eseguire un test di stabilità del colore che dopo 10 giorni darà la possibilità di valutare obiettivamente se la tricopigmentazione rappresenta una soluzione o meno al caso.
    Le cicatrici con diastasi sono molto larghe a livello di spessore ed è quindi consigliabile consultare il medico per una scar revision prima di effettuare la tricopigmentazione che darebbe un risultato pressoché inefficace. effetti possibili con tricopigmentazione: effetto RASATO o DENSITÀ.

    La Tricopigmentazione funziona? Si, cicatrice cheloidea esclusa.

 

  • POST PROTESI: Non è mediamente possibile rimuovere la protesi ed eseguire nell’immediato una tricopigmentazione.
    Seppur vengano utilizzate protesi traspiranti di ultima generazione la cute, costantemente rivestita da un corpo estraneo, reagisce ispessendosi o al contrario assottigliandosi a seconda della sensibilità individuale.
    In più, l’utilizzo dei collanti, per assicurare la protesi allo scalpo in maniera salda, può generare rossori, irritazioni o desquamazioni nella zona dell’applicazione dello stesso.
    Chi è deciso a togliere la protesi e passare alla tricopigmentazione cambiando look deve seguire un iter preventivo al fine di arrivare con la cute pronta a ricevere il trattamento.
    Durante l’ultima manutenzione è consigliabile evitare l’utilizzo di collanti per la rinnovata applicazione del posticcio ma di sostituirle con semplici ventose che sono meno resistenti di un biadesivo ma permettono la rimozione dello stesso ogni sera a casa.
    Oltre alla rimozione quotidiana della protesi è necessario applicare una pomata cortisonica prescritta dal medico per rigenerare la cute in maniera massiva.

    La Tricopigmentazione funziona? Estrema attenzione alla qualità della pelle, migliorate la qualità e la quantità di fasi di manutenzione per ottimizzare fisiologicamente il cuoio capelluto.

 

Se volete sapere qualcosa in più sulla tricopigmentazione permanente o temporanea visitate: Tricopigmentazione Permanente | Temporanea